san lorenzo torbi

Feste a Torbi

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SABATO 10 AGOSTO 2013

 

Festa diSAN LORENZO

 

 

Ore 18
S.Messa solenne nella Chiesa Parrocchiale

 


 

 

SABATO 31 AGOSTO 2013

 

Festa della

MADONNA DELLA GUARDIA

A ROCCA MAJA

 

Ore 9
Partenza della PROCESSIONE dalla località Fornace (vicino Paxo)
Ore 10.30
S.Messa presso la Cappella
Ore 13.00
Pranzo comunitario presso la Chiesa di Torbi (minestrone e bollito)

Necessaria la prenotazione: 010.780434 - 781267

 

Patroni Torbi

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AN LORENZO

San LorenzoLe notizie sulla vita di Lorenzo, che pure in passato ha goduto di una devozione popolare notevole, sono scarse. Si sa che era originario della Spagna e più precisamente di Osca, in Aragona, alle falde dei Pirenei. Ancora giovane, fu mandato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; lì conobbe il futuro papa Sisto II. Questi, che era originario della Grecia, insegnava in quello che era, all'epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziò un'amicizia e una stima reciproche. Entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma. Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, che beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove. Al principio di agosto 258 l'imperatore Valeriano aveva emanato un editto, ordinando che tutti i vescovi, presbiteri e diaconi dovevano essere messi a morte. L'editto fu eseguito immediatamente in Roma. Sorpreso mentre celebrava l'Eucaristia nelle catacombe di San Callisto, papa Sisto II fu ucciso con quattro diaconi il 6 agosto; quattro giorni dopo fu la volta di Lorenzo.

A partire dal IV secolo Lorenzo è stato uno dei martiri più venerati nella Chiesa di Roma. Costantino I fu il primo ad edificare un piccolo oratorio nel luogo del suo martirio. Tale costruzione fu ampliata e abbellita da Pelagio II (579-590). Sisto III (432-440) costruì una grande basilica con tre navate, con l'abside appoggiato all'antica chiesa, sulla sommità della collina dove Lorenzo fu seppellito. Nel XIII secolo Onorio III unificò i due edifici, che costituiscono la basilica che esiste tutt'oggi La tradizione dice anche in maniera più precisa che a Lorenzo fu promessa salva la vita se avesse consegnato i tesori della Chiesa entro tre giorni. Il 10 agosto, quindi, Lorenzo si presentò alla testa di un corteo di suoi assistiti dicendo: "Ecco questi sono i nostri tesori: sono tesori eterni, non vengono mai meno, anzi crescono". Si racconta secondo la tradizione che un soldato romano che assistette al supplizio - mediante graticola posta su carboni ardenti - raccolse con uno straccio gocce di sangue e grasso mentre il martire spirava, portandole al paese di Amaseno (FR) dove la reliquia è tuttora custodita e ogni 10 di agosto avviene il miracolo della liquefazione del Sangue di S. Lorenzo (molto simile al sangue di San Gennaro).

 


 

SAN NICOLA

Proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi. San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.

La sua fama è universale, documentata da chiese e opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime. Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di Mira, nella stessa Licia. E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro. Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti... Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti tempestivi. Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore... Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea. San Nicola Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo). Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio.
Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”. Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: "In tal modo la basilica si presenta... come una realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa". Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni.
Nell'iconografia San Nicolaè facilmente riconoscibile perché tiene in mano tresacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d'oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d'oro.
Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi.Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchietti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

 

Storia San Lorenzo Torbi

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La chiesa parrocchiale è situata in località Torbi ed è già ricordata in un atto notarile del 1184. Nel 1387 perde la cura d'anime. Unita a san Martino di Paravanico il 22 marzo 1415, rimase in tale situazione fino all'8 aprile 1600, quando l'Arcivescovo Matteo Rivarola la eresse in parrocchia indipendente, affidandola il 28 aprile al prete Andrea Ferrando. Da una lettera di questo don Ferrando al senato di Genova in data 27 giugno 1625 siamo informati che tutto il territorio della Pieve di Ceranesi, del quale Torbi faceva parte, ebbe a subire gravissimi danni dalle soldatesche gallo-sarde. Gli storici F.lli Remondini accennano a due ricostruzioni della chiesa, una nel 1311 e l'altra attorno al 1600, ad una navata con cinque altari. Un fulmine nel 1879 danneggiò gravenente il campanile, che fu ricostruito nel 1883. La planimetria della chiesa si presenta con una lunghezza complessiva di ventuno metri e una larghezza di otto metri e mezzo; sono presenti quattro altari in cotto dedicati a sant' Agnese (già intitolato a san Matteo e a san Nicola di Bari) e alla Madonna del Rosario dove in quest'ultimo è conservata la statua in legno della Vergine Maria. Gli altri due altari sono intitolati a san Isidoro e san Giovanni Nepomuceno (già dedicato al Santissimo Crocifisso) e l'altro a san Giuseppe ed ai martiri Fermo e Rustico. Sull'altare maggiore, di marmo, è presente una pala di Bernardo Castello raffigurante il Martirio di San Lorenzo. Nel 1940 la chiesa venne interamente e splendidamente affrescata dal pittore Luigi Gambini e tre anni dopo venne rifatto il pavimento.

San Lorenzo Torbi

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san lorenzo torbi 01La chiesa parrocchiale è situata in località Torbi e fu edificata ai primi anni del XVII secolo anche se alcuni documenti testimoniano l'edificio già nel 1311. Subì diversi danneggiamenti alla struttura e al campanile a causa della caduta di un fulmine nel 1879; i lavori per la riparazione furono subito eseguiti e per l'occasione si fusero altre tre campane delle due già esistenti, che verranno in seguito aggiunte alla struttura campanaria dal 1883.

La planimetria della chiesa si presenta con una lunghezza complessiva di ventuno metri e una larghezza di otto metri e mezzo; sono presenti quattro altari in cotto dedicati ai santi Agnese (già intitolato a san Matteo e a san Nicola di Bari) e al Santissimo Rosario dove in quest'ultimo è conservata la statua in legno della Vergine Maria. Gli altri due altari sono intitolati a san Isidoro e Giovanni Nepomuceno (già dedicato al Santissimo Crocifisso), a san Giuseppe ed ai martiri Fermo e Rustico.

Sull'altare maggiore, di marmo, è presente una pala di Bernardo Castello raffigurante il Martirio di san Lorenzo.